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FINGERS IN THE
PIE!!!

Pietra Saponaria: questa MERAVIGLIA!

 

La pietra saponaria, detta anche soapstone, è una pietra metamorfica composta per il 90%percento di talco e ricca in magnesio. E’ una pietra di steatite ed è molto soffice e liscia al tatto : ecco il perchè del suo nome così particolare.

 

                                                                                            

 

 

Per migliaia di anni la pietra saponaria è stata usata in tutto il mondo per creare monili, accessori, utensili, sculture e altre opere d’arte. Più tardi invece sono state scoperte le sue caratteristiche di inerzia e dunque la sua inalterabilità al contatto con altri componenti chimici come gli acidi e sostanze alcaline a differenza del marmo e del granito. Oltretutto ha una straordinaria capacità di trattenere il calore e dunque viene ampiamente usato nella fabbricazione di forni, oltre a lavelli e ripiani per la cucina. Oggi la trovaimo anche nel dentifricio , nelle gomme da masticare e nella cosmesi.

 

Le rappresentazioni più belle però che abbiamo sono opere di alto e bassorielievi di soapstone, sculture ed incisioni.

 

                                                                                                        

 

 

 Per la sua facilità di lavorazione è una materia aperta all’uso dai grandi ai piccoli e da molte soddisfazioni. La pietra saponaria infatti è talmente morbida che si può incidere anche con un’unghia e tagliare con un coltello, restando però allo stesso tempo sufficentemente dura da  sopravvivere per secoli e secoli.

 

Molti esempi di arte li possiamo trovare nelle culture Native Americane ed Inuit, in quella cinese ma anche africana e russa. A seconda del luogo dove viene estratta questa roccia di steatite, ne deriva anche la colorazione. Le più comuni e tipiche sono nere o verde scuro, possono avere striature dorate ( tracce di pirite ) ma in Cina ad esempio si possono trovare varianti rosa e verde chiaro.

 

LAVORAZIONE

 

 

Se il blocco di pietra è molto grande, a seconda del tipo di lavoro che si deve fare ( dalla scultura all’incisione ) si dà la forma iniziale al blocco con un seghetto elettrico ( o in alcuni casi anche la sega elettrica grande ). Si procede poi con le raspe, a levigare la superficie che si andrà a scolpire o  incidere. Quando si ha raggiunto una superficie abbastanza liscia, si continua con una carta vetrata a granatura grossa e poi sempre più fina. La levigatura finale si fa sotto l'acqua per togliere ogni più piccola riga e segno lasciato in precedenza e farla diventare liscia come il marmo. Quando si leviga, la pietra produce una grande quantità di polvere finissima ( talco ). Si deve infatti lavorare all'aperto, a causa della nuvola di polvere che si crea. Le protezioni per occhi e bocca sono fondamentali. Respirare il talco è molto nocivo e anche se entra negli occhi, si devono lavare immediatamente con abbondante acqua.

 

                                                    

 

 

Se  l’opera è  una scultura, alla fine della levigatura si applica dell'olio di lino per la lucidatura. Applicato con un pennello, si lascia assorbire dalla roccia e poi si lucida con un panno di cotone . Si applica un'altro strato e si ripete la procedura e poi il lavoro è terminato. Nel caso delle incisioni, per essere visibili la polvere di talco deve restare nelle righe incise, per risaltare dal fondo e dunque prima si lucida la pietra e poi si incide il disegno. Questo può essere fatto usando un dremel o qualsiasi altro strumento che incida. Infine si ripassa con un panno senza insistere troppo sul disegno per non togliere la polvere.

 

Scultori non si diventa solamente legendo libri o frequentando corsi...la pietra si deve sentire, toccare e deve comunicare delle sensazioni profonde delle immagini e dei sogni che andremo a realizzare con le nostre mani che diventano un prolungamento della nostra fantasia.

 

                                                                

            

                   A photo of Impression on a Winter's Eve, a mauve dendritic soapstone sculpture by Clarence P. Cameron           

  

 

Copyright Cristina Marcon